Sei qui : Museo del Tempo

Borgata Celle
Locali della Ex-scuola elemantare

Da sempre l'uomo ha contemplato la natura, i suoi mutamenti, i suoi ripetersi ciclici e infiniti. Ne ha compreso il ritmo, ha saputo leggere il corso del sole nel cielo nell'arco della giornata e, in base a questo "tempo", ha iniziato a regolare ed organizzare le proprie attività. I riferimenti naturali (l'ombra proiettata da una vetta, il sole che sfiora le punte, la posizione nel cielo notturno delle costellazioni) sono stati i primi "orologi" dell'uomo. Una profonda conoscenza della natura e del paesaggio ha legato l'uomo al suo ambiente.

Il Museo del Tempo e delle Meridiane di Bellino ha sede in Borgata Celle, nell'edificio della ex-scuola elementare. Vi si arriva seguendo la strada che porta alla grande casa con colonna rotonda, poi si svolta a sinistra e ci si incammina lungo una via lastricata in pietra. Dopo pochi passi, si giunge al Museo. L'accesso avviene attraverso un raccolto ingresso coperto. All'interno le sale espositive si succedono negli ambienti restaurati, dove si sono mantenute le volte in pietra e si è ricostruito un antico pavimento ligneo.

Il Museo racconta della storia di Bellino e della sua civiltà. Narra della cultura e della sapienza antica che hanno portato alla creazione dei quadranti solari. Custodisce il ricordo dei personaggi che hanno saputo realizzarli. Il percorso di visita si articola in tre diversi ambienti: "La volta delle stelle", "La volta della gnomonica" e "La volta di Bellino". "La volta delle stelle" riproduce la costellazione del Piccolo Carro, poiché la stella polare è astro di riferimento fondamentale per la costruzione di una meridiana. "La volta della gnomonica" vuole essere un'introduzione al tema della gnomonica, Ars magna lucis et umbrae, ed un primo approccio agli elementi costitutivi di un quadrante solare. Di qui, si è introdotti nell'ambiente più ampio de "La Volta di Bellino". Questo spazio è dedicato interamente a Bellino: il suo ambiente, la sua storia, la sua comunità, ma soprattutto qui è stata raccolta la documentazione relativa ai personaggi di Bellino che hanno costruito i quadranti solari. Il Museo illustra i suoi contenuti attraverso pannelli e teche espositive. Ma risuona in sottofondo la voce e la parlata dei bellinesi. Un video arricchisce la visita con la sua narrazione...
Marchetto Arch. Elena


IL VIDEO
Lo scorrere delle ore, e di conseguenza l'organizzazione della vita quotidiana, familiare e comunitaria, si dipana sulle meridiane di Blins con una traccia visiva. Dall'osservazione del cielo diurno e notturno e dell'ambiente di alta quota nelle diverse stagioni, il popolo bellinese ha tratto, e tramandato da generazione a generazione, le informazioni che gli hanno permesso di sopravvivere come comunità rurale. Lo scorrere dei giorni, il respiro delle stagioni, la vita degli uomini e della comunità trovano a Blins una sintesi originale in un'ampia sequenza di proverbi calendariali. Ogni proverbio muove dall'osservazione della natura; collega fenomeni metereologici ai mesi e alle stagioni, e i giorni "di marca", indicati con i nomi dei santi, suggeriscono tratti di religiosità popolare. La lingua è l'occitano locale, conservativo, ricco di dittonghi ed echi trobadorici, quindi particolarmente lirico e musicale. Con questi strumenti (meridiane, cielo, montagne, proverbi) il popolo bellinese ha misurato e controllato per secoli il ritmo del mondo alpino, il proprio cosmo e la propria vita sulle montagne. Il video è costruito su una sequenza di dodici proverbi calendariali (quanti sono i mesi) in cui le durezze del quotidiano riescono a trasmigrare in una visione poetica dell'esistere. Per rafforzare l'idea della circolarità del tempo, i proverbi sono detti da dodici testimoni scelti nelle diverse fasce di età (il ciclo della vita), sullo sfondo un paesaggio di Bellino, dall'alba a tramonto. Il ritmo delle immagini è scandito dal ritmico battere di un cuore (la vita). regia di Fredo Valla produzione esecutiva - Pubbliviva Torino

IL LOGO
La sua forma quadrata riprende la forma tipicamente usuale dei quadranti solari di Blins. La stella a dieci punte è ispirata alla iconografia tradizionale occitana e riproposta in soluzione grafica moderna con una sola linea continua. Quella di dimensioni maggiori rappresenta il sole, mentre la stessa stella, più piccola, simboleggia la stella polare. Il sole è l'elemento senza il quale la meridiana tace, la stella polare è l'elemento di riferimento per la costruzione della meridiana. Il giorno e la notte si alternano incessantemente. La luce ed il buio. Sono opposti, ma complementari. Il taglio obliquo è dato dal fascio di luce che divide il giorno (illuminato dal sole) dal cono d'ombra della notte (guidata dalla stella polare). Marchetto Arch. Elena 

LE PUBBLICAZIONI

"Lou Saber, Dizionario enciclopedico dell'occitano di Blins"
Giovanni Bernard, ed. Ousitanio Vivo. Pagg. 470

"Guida alle meridiane di Bellino"


"Le ore serene di Bellino"
ed. Solaria s.n.c.. Pagg.96 Euro 15,00

"Blins, l'abitare di una comunità dela Alpi Occitane"
Luigi Dematteis, ed. Priuli & Verlucca. Pagg. 95

"Uomo e ambiente a Bellino"
Giovanni Bernard, ed. Valados Usitanos. Pagg. 113

"La Castellata. Storia dell'alta Valle di Varaita"
Claudio Allais, ed. L'Artistica Savigliano. Pagg. 351 

"Guida della Val Varaita"
cura di Sergio Ottonelli, ed. Valados Usitanos. Pagg. 320


"L'esperienza del tempo sui muri di una comunità alpina"
Ivanna Mariarita Casasola
Tesi di Laurea in Psicologia dell'Arte e della Letteratura Università di Torino Facoltà di Magistero

Relatrice Prof.ssa Carla Gallo Barbisio, a.a. 1996 - 97.
 

TARIFFARIO

Euro 3,00 Biglietto intero
Euro 2,00 Biglietto ridotto per gruppo maggiore di 10 persone
GRATIS bambini fino a 6 anni di età

 

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